Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino è autore di molti libri, che di solito pubblicizza sul suo sito personale

www.giuseppeguarino.com

Qui di seguito alcuni suoi libri in italiano pubblicati con Infinity

Il primo libro prodotto con la tecnologia di stampa a caratteri mobili ha visto la luce nel XV secolo d.C. Prima di quell’evento epocale, la preservazione e diffusione di tutti i libri, quindi anche della Bibbia, dipendeva dall’opera di copiatura manuale. Eseguire la copia di un manoscritto, sebbene anticamente fosse un’arte molto sviluppata ed anche una professione, non è cosa facile ed è quasi inevitabile che, con il vario, indipendente, moltiplicarsi delle copie manoscritte di un testo, ciò conducesse all’introduzione di vari errori di copiatura. Questo è vero per tutti i libri giunti a noi dall’antichità e riguarda anche la Bibbia. Se fossimo in possesso degli autografi o le copie manoscritte in nostro possesso fossero tutte esattamente uguali, non vi sarebbe nessun problema ed il testo originale sarebbe facilmente ottenuto dalla sua fedele messa in stampa. Ma così non è e i vari manoscritti presentano ognuno delle peculiarità, delle divergenze rispetto ad altri manoscritti che ci mettono, al momento di produrre un testo stampato, davanti alla necessità di fare una scelta che è motivata dal desiderio o addirittura dalla necessità di recuperare – fra le letture divergenti – il testo originale.
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ebook: www.amazon.com/dp/B086N1G6BY

Non ho mai sentito l’odore di un sito archeologico, di una delle grotte di Qumran. Non ho mai visto quei luoghi, né tantomeno toccato le cose che custodivano. Ma negli ultimi anni poche cose hanno occupato i miei pensieri e le mie riflessioni quanto la ricerca del senso delle tracce che il passato remoto della nostra fede ha lasciato all’inizio della nostra era, quasi due millenni fa. A volte al passato rendono testimonianza delle prove eclatanti, maestose, come le piramidi dell’Egitto. Altre volte soltanto piccoli frammenti e tocca al genio deduttivo dell’uomo andare a caccia delle verità che così piccole tracce possono nascondere. È questo il caso dell’affascinante reperto definito 7Q5. Piccolo quanto un appunto lasciato sul frigo, con scarse tracce di inchiostro che tramandano appena venti lettere dell’alfabeto greco: è di questo che stiamo parlando. Sono però i suoi 2000 mila venerabili anni a fare la differenza. Diversi i tentativi di capire quale indizio rappresenta un così antico testimone: chissà a quanti studiosi ha tolto il sonno! Nelle pagine che seguono, troverete le riflessioni che hanno occupato alcune delle mie notti insonni, raccolte qui per chi come me sente di poter capire il presente solo vedendolo come la diretta conseguenza del passato. Il mio lavoro non ha pretese, se non una soltanto: comunicare al lettore il senso di una possibile scoperta e contribuire affinché non vada perduto il lavoro di uomini dediti alla ricerca della Verità o, in ultima analisi, incapaci di tacere per insinuare la vivacità del dubbio e della curiosità scientifica, nel mondo piatto ed intriso di scetticismo che sta divenendo quello della critica ufficiale del testo biblico. Una sola vera certezza: we nearly scratched the surface – abbiamo appena grattato in superficie. Ma se il più lungo dei viaggi è comunque l’insieme di infiniti piccoli passi in avanti, allora lascio anche io il mio modesto contributo sull’argomento. Alla fine, forse, la più grande ambizione alla quale chi scrive può veramente aspirare è solo sognare di lasciare delle macchie di inchiostro che tolgano il sonno ai curiosi del futuro.

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I verbi in inglese sono molto belli, semplici ed efficaci. Vengono descritti in questo libro nella maniera più rilassata e divertita possibile. Vengono lodati e messi a raffronto con i loro cugini cattivi italiani. Giuseppe Guarino si diverte a studiare e scrivere in inglese. Vuole condividere con il pubblico questa sua passione – come sempre, senza pretese, ma per il semplice piacere di farlo.

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IL NOME DI DIO nella traduzione delle Sacre Scritture di Giuseppe Guarino

La questione che riguarda il nome che Dio ha rivelato a Mosè sul Sinai e la sua presenza, nella sua forma originale o traslitterata, nelle traduzioni della Bibbia è l’argomento di questo studio.Che vi sia bisogno di un’indagine in questo senso è un dato oggettivo, dimostrato dal pullulare di tentativi di ripri-stino del nome divino in varie versioni delle Sacre Scritture. È noto il tentativo della Traduzione del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova che inserisce “Geova” tanto nell’Antico quanto nel Nuovo Testamento (disponibile ades-so anche online: http://www.jw.org/en, in inglese e su http://www.jw.org/it in italiano). Altri tentativi recenti in lingua inglese sono The Book of Yahweh e la King James Bible (che, nella sua revisione del 1769, è una traduzione tutt’ora in voga fra gli evangelici americani conservatori) della quale è stata approntata recentemente una versione chiamata The Divine Name

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CORSO DI GRECO DEL NUOVO TESTAMENTO di Giuseppe Guarino

Il testo è un manuale per lo studio personale del greco biblico che permetterà allo studente un approccio semplice ed immediato alla lingua ed al testo biblico, iniziando da subito ad utilizzare quanto appreso.

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La pagina dell’autore sul greco del Nuovo Testamento

Greco del Nuovo Testamento

IL LIBRO DEL PROFETA DANIELE – Commentario storico-profetico

Nel libro del profeta Daniele rinveniamo alcune fra le più importanti profezie bibliche, la cui conoscenza è fondamentale per una corretta comprensione dell’escatologia neotestamentaria. Questo commentario approfondisce sia il dato profetico sia quello storico del libro.

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IL NEGOZIO DEI FIORI romanzo di Giuseppe Guarino

Alfredo ha perso il lavoro. Don Calogero, boss “in pensione”,  lo chiama per offrirgli l’opportunità di aprire un’attività in una sua bottega. Alfredo accetta la proposta. Sarà l’inizio dei suoi guai. Un romanzo dell’Italia della crisi, della Sicilia che non si arrende. C’è la morale, ma forse non è così morale.

       La vita è come un gigantesco domino.

       Impieghi anni a sistemare tantissime tessere con cura, una dopo l’altra.

       Ti sforzi di creare un disegno che abbia un senso, bello a vedersi, che ti dia la sensazione che stai costruendo qualcosa nella vita. Poi, inaspettatamente: cade la prima tessera e le altre, tutte, in pochi istanti.

       Allora, che fai? Ci riprovi. Testardo come sei, rialzi le tessere una ad una e, ad ognuna nuova che ne aggiungi, cresce il tuo ottimismo sul senso di ciò che stai facendo – ci credi di nuovo.   

       Poi qualcuno passa. Si ferma. Vede che bel lavoro hai fatto. Quindi, senza nemmeno un vero motivo, molla quasi noncurante una spintarella dove non dovrebbe. Dopo appena qualche attimo, una dopo l’altra, tutte le tessere del domino sono di nuovo giù … e tu con loro.

       Il domino di Alfredo era già caduto una volta.

       Lui aveva ripreso il coraggio e la voglia di costruire a due mani e, pian pianino, aveva rimesso in piedi le tessere una ad una. Ne aveva aggiunte altre.

       Alfredo Marino non poteva immaginare che una mattina, la prima delle tessere del domino che faticosamente aveva rimesso in piedi, sarebbe stata in pericolo.

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